Chi sono

Annalisa Belluco, genealogista narrativa e curatrice di RossoVintageStories

Mi presento

Raccolgo storie autentiche che illuminano il quotidiano. Scrivo per dare forma ai dettagli, alle voci, alle luci piccole. Rossovintagestories è il luogo dove la memoria, la cura e la cultura pop trovano un ritmo comune.

Mi chiamo Annalisa Belluco e questo spazio nasce da un gesto di cura: raccogliere storie, immagini e atmosfere che parlano di memoria, di ascolto, di sguardo. Rossovintagestories è il mio modo di dare forma a ciò che resta: parole, oggetti, riti digitali, frammenti di tempo che meritano attenzione. Qui intreccio genealogie, narrazioni e progetti editoriali con precisione e delicatezza — perché ogni contenuto è un piccolo rito, ogni racconto è una casa da costruire.

La mia voce nasce nella scrittura editoriale, nella musica, nell’arte e nelle storie che attraversano la vita quotidiana. Da oltre venticinque anni lavoro con le parole: le ascolto, le calibro, le curo.

La storia dietro al nome

RossoVintage è la mia genealogia personale: un colore che ritorna, un immaginario che mi accompagna da sempre, un modo di guardare il mondo attraverso ciò che resta. Rosso è la scintilla, il fuoco, la vendemmia, la cifra stilistica.
“Vintage” è la memoria: oggetti, atmosfere, materiali, radici familiari e culturali che diventano narrazione.

È nato come gesto identitario, non come marchio.
Oggi è la casa dove raccolgo storie, ascolti, immagini e riti digitali.

Approfondisci la storia completa del nome

Cosa faccio oggi

Mi occupo di narrazione, genealogie e progetti editoriali. Lavoro intrecciando memoria, estetica e precisione: ogni contenuto è un piccolo rito, un passaggio, un gesto curato.

Genealogista narrativa  

Ricostruisco fili, memorie e simboli — personali, culturali o estetici — trasformandoli in storie che restano.

Curatrice di blog e rubriche  

Progetto, organizzo e curo spazi digitali che abbiano un’anima. Mi occupo di ritmo, coerenza, tono, struttura.

Designer editoriale  

Dò forma ai contenuti: impaginazione, micro‑testi, scelte visive, architettura delle pagine.

Collaborazioni editoriali  

Scrivo articoli, interviste e approfondimenti per riviste specializzate nel settore della comunicazione d’impresa (Mediakey, TvKey) e per progetti culturali e musicali come L’Isola che non c’era.

Formazione

La mia formazione nasce dall’incontro tra comunicazione, giornalismo e progettazione editoriale. Ho studiato linguaggi, tecniche e strumenti che oggi intreccio nel mio lavoro quotidiano: ascolto, scrittura, analisi, impaginazione, cura dei contenuti.

Nel tempo ho approfondito anche ambiti legati alla narrazione, alla memoria e alla cultura visiva, costruendo una formazione che è diventata una vera genealogia professionale.

La mia formazione completa

Percorso professionale

Il mio percorso nasce in una piccola casa editrice di Milano, dove ho lavorato per venticinque anni crescendo passo dopo passo: dal centralino alla segreteria di redazione dell’area multimediale de La Cucina Italiana. È lì che ho imparato la misura, la responsabilità e la pazienza del mestiere.

Parallelamente ho coltivato le mie passioni più profonde: la musica, l’ascolto, la scrittura. Nel 2009 ho conseguito un Diploma/Master in Giornalismo e Critica Musicale al CPM di Milano e ho fondato Lo Specchio Art Music, una webzine indipendente che ho curato per dodici anni, realizzando anche numeri monografici cartacei.

Negli anni ho scritto articoli, interviste, recensioni e percorsi narrativi per riviste musicali, magazine di comunicazione e realtà online. Quando firmo un testo, non mi limito a scrivere: costruisco un percorso, calibro il ritmo, scelgo la misura. La mia firma è sempre attiva, responsabile, verificata.

Le mie esperienze professionali

La mia visione

Credo nelle storie che riuniscono e tengono insieme: persone, memorie, gesti, dettagli. Il mio lavoro nasce dall’ascolto e dalla cura: dare forma a ciò che spesso resta ai margini, ricostruire fili dispersi, trovare un ordine che non cancelli la complessità. Dare maggiore risalto al valore di ogni progetto.

Mi interessa ciò che resta, ciò che ritorna, ciò che si trasforma. Ogni progetto è una genealogia da attraversare, una storia da accompagnare con precisione e rispetto.

Questo è il modo in cui lavoro: con attenzione, coerenza e una visione che unisce memoria, estetica e narrazione.

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