Buon compleanno Luigi Tenco
#StorieDiLibri&Musica: Luigi Tenco
Questa storia è datata 21 marzo 2017. Ricordo che mi ero offerta di scrivere questa recensione per un sito musicale con cui collaboravo, dopo aver letto uno dei libri più interessanti – e soprattutto completi – a mio parere, che raccontano di Luigi Tenco. L'ho ritirata fuori dai miei cassetti per pubblicarla in occasione della ricorrenza della nascita del cantautore e ve la ripropongo esattamente come l'avevo scritta allora, tranne il titolo e qualche dettaglio che ho rivisto, dato che conteneva indicazioni di eventi che oggi non avrebbe più senso riportare.
Sono stati scritti diversi libri su Luigi Tenco, tra cui quello realizzato da Michele Piacentini, da anni portavoce della famiglia Tenco. Una lettura che ho voluto fare quasi tutta d’un fiato. Una narrazione tra la biografia e il reportage, che vuole ricostruire e contestualizzare le vicende della vita del cantautore. Un percorso che parte “dalla fine”, ovvero da una data simbolo: 27 gennaio 1967. La notte durante la quale – scrive l’autore – “Il mondo conosce un altro Luigi Tenco”.
“Io sono uno che parla poco, questo è vero, ma nel mondo c’è già tanta gente che parla, parla...”
Questa frase, riportata in quarta di copertina del libro “Luigi Tenco” di Michele Piacentini (Imprimatur), è stata pronunciata da uno dei cantautori più noti e “chiacchierati” del nostro panorama italiano. Nato nel primo giorno di primavera, il 21 marzo 1938 e trovato privo di vita nella notte tra il 26 e il 27 gennaio 1967 in un hotel di Sanremo, a poche ore dall’esclusione del brano Ciao Amore Ciao, portato in gara sul palco dell’Ariston in coppia con Dalida.
Su questo tragico epilogo se ne sono sentite dire tante e molte parole sono state scritte. Una fra tutte, la peggiore: “suicidio” ha liquidato il caso, seppur con tanti, troppi misteri ancora rimasti irrisolti.
La narrazione inizia con un viaggio a ritroso nel tempo. Siamo sulle colline del Monferrato e più precisamente a Cassine, in provincia di Alessandria, luogo che ha dato i natali al cantautore. Un dipinto dai vivi e caldi colori della terra. Dalle prime “pennellate” iniziano a delinearsi chiare sfumature del periodo di formazione. Sui banchi di scuola Luigi Tenco mostra già un’indole da osservatore attento e un carattere gioviale. La passione per la musica cresce e si concretizza in età adolescenziale, complice il trasferimento con la famiglia in Liguria e le frequentazioni con quei ragazzi che diverranno, in seguito, personaggi affermati nel mondo della musica: Bruno Lauzi, Umberto Bindi, Gian Piero Reverberi e il fratello Gian Franco, Gino Paoli e Fabrizio De André.
Luigi Tenco è stato anche attore, prima ancora che autore dei grandi successi che arrivano tra il 1963 e il 1964. Nel libro a lui dedicato e scritto da Michele Piacentini si possono scoprire molti dettagli sulla sua vita, la sua partecipazione al Festival di Sanremo del 1967, i legami familiari e affettivi e il tragico epilogo.
Circostanze fumose, racconti, teorie e tesi contraddittorie, indagini svolte con superficialità, che dopo cinquant’anni gettano ancora ombre e dubbi e non permettono alla verità di emergere. Resta evidente che l’unico che potrebbe raccontare cosa successe esattamente è il protagonista dell’amara storia, vera tanto quanto la sua persona.
Un affascinante artista, che ho potuto conoscere solo con l’ascolto delle sue meravigliose canzoni. Un uomo timido e passionale, malinconico e introspettivo ma concreto. Riservato, generoso e altruista, che amava la vita. Più che depresso, forse deluso o “disilluso”. Incapace di accettare i compromessi delle logiche di un mondo che non è mai stato limpido e facile sotto vari aspetti. Visto con gli occhi dell’epoca in cui vivo, mi sento di comprenderlo.
Molte sono le emozioni che mi sono rimaste dopo la lettura e voglio consigliarlo a tutti coloro che amano andare “oltre le apparenze” e sono affamati di sapere, scevro da giudizi.
“Mi sono innamorato di te”. Con questa canzone, fin da bambina, Luigi Tenco ha fatto innamorare anche me, con la sua poetica voce e indubbia bellezza. “Vedrai, vedrai / vedrai che cambierà / forse non sarà domani / ma un bel giorno cambierà.” E mentre mi auguro che un giorno si possa fare davvero luce su questo mistero, Luigi Tenco vive e rivive ancora attraverso la sua musica.
Il volume “Luigi Tenco” di Michele Piacentini, edito da Imprimatur, è distribuito da Rizzoli Libri.
Per conoscere le attività di Michele Piacentini, potete consultare il profilo ufficiale Michele Piacentini (Les Artistes).
Alla prossima!
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