Non so cosa verrà, ma questa voce è mia

Nel 2015 non lo sapevo ancora, ma stavo già imparando a #RestarmiAccanto
Nel 2015 non lo sapevo ancora, ma stavo già imparando a #ViaggiarmiAccanto

Da anni mi prendo cura di tutto, con quell’autonomia che non sempre è una scelta, ma una necessità. Mai un cambio, mai una tregua. Chi mi incontra si informa con premura su chi mi è vicino, ma raramente si ferma a chiedere come sto io. Forse perché mi vedono “funzionare”, senza accorgersi di ciò che reggo, di ciò che manca, di ciò che desidero.

Quest’estate, facendo alcuni esami di routine, ho scoperto qualcosa che non mette a rischio la mia vita, ma ha sicuramente cambiato il mio ritmo. E anche quello del mio cuore. Mi ha costretta a rallentare fino a fermarmi. E nel fermarmi, ho iniziato a vedermi. Non per come ero prima, ma per come sono davvero: fragile e forte, stanca e viva, lucida e piena di domande.

Non è stato facile. Ma è stato il momento in cui ho iniziato a guardarmi con più verità. Il punto esatto in cui ho iniziato a guarire. Non perché tutto sia completamente risolto, anche se miglioro grazie a una terapia e alla cura che mi sto rivolgendo. Ma soprattutto perché ho smesso definitivamente di fingere o di raccontarmi che vada tutto bene.

In quei mesi silenziosi, dove anche un “come stai?” sincero faceva la differenza, non ho raccontato quasi a nessuno quello che stavo (e sto) attraversando, per scelta. Perché non cerco e non mi interessa la pietà. E nemmeno l’attenzione di chi arriva solo quando conviene.

E proprio in quel tempo sospeso, sono andata a cercare nelle pieghe della mente tutto ciò che mi ha portata ad avere consapevolezza di tante cose. Che ho sempre dato cura agli altri più di quanto abbia curato me. Che in fondo l’unica persona che mi è rimasta accanto, sempre, sono io.

Ogni volta che mi sento costretta a spiegare, a giustificare, qualcosa dentro di me si chiude. I miei silenzi non sono indifferenza. Le mie assenze non sono disinteresse. Sono il modo che ho trovato per reggere, per proteggermi, per restarmi accanto.

Non so cosa verrà, né quale direzione prenderà la mia vita in futuro. Ma so che questa voce è mia. Ed è l’unica forma di autenticità che conosco e in cui mi riconosco.



🎧 Ci sono parole che ci raggiungono nei momenti più impensati. Come quelle di una canzone che non promette soluzioni, ma presenza. Una voce che dice: “Ti proteggerò…” - e anche se è solo per un attimo, ci crediamo. Franco Battiato – La cura 🎧 



Alla prossima!


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