Il Crepuscolo di un Sogno Digitale
Navigando nei miei backup, tempo fa, ho ritrovato i pezzi di un sito che ha rappresentato il mio primo approccio con il web in termini narrativi. Cliccando su un link per caso o per destino, vengo reindirizzata online, dove scopro con meraviglia che il sito esiste ancora!
Scrivo un post sui social nel quale, tra l'altro, dico che non so decidermi se chiedere di rimuoverlo o lasciarlo lì come una capsula del tempo che testimonia "Come eravamo" nel 2002.
Nel Maggio 2026, come se l'avessi chiesta, mi arriva la risposta ovvero ricevo la notizia della fine di quello spazio che ha accompagnato non solo parte del mio percorso ma un’intera generazione di scrittura online. La chiusura della Community di Libero, prevista per il 9 giugno, non è infatti solo un intervento tecnico: è la scomparsa di un archivio diffuso, fatto di storie, tentativi, prime voci. Un pezzo di memoria collettiva che rischia di dissolversi in silenzio.
Realizzo quindi che restano solo trenta giorni per attraversare online Dreamontheroad, il mio primo blog nato nel febbraio 2002 e scaricare l'intero archivio. Un luogo semplice, artigianale, pensato per gli schermi 800x600 e per connessioni che chiedevano pazienza. Rileggerlo oggi significa ritrovare l’intenzionalità di un web che non correva, che non misurava, che non pretendeva, che non era soggetto agli algoritmi. Era una piccola casa digitale dove infilavo recensioni, cronache, appunti di viaggio, pensieri sparsi. Nessuna strategia, nessuna metrica. Solo libertà. Qui sotto potete vedere come si presenta(va) la home page di Dreamontheroad.
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Voglio fare una doverosa precisazione: la decisione di Libero di chiudere la Community nasce da una constatazione condivisibilmente semplice: quel modello di piattaforma appartiene a un’altra stagione del web. Negli anni l’utilizzo è diminuito, mentre i costi per mantenere in vita un’infrastruttura così datata sono rimasti gli stessi. È una scelta pragmatica, quasi naturale: concentrare le energie sui servizi ancora vivi e lasciare andare ciò che ha già compiuto il suo percorso.
Accetto quindi non solo come un "segno del destino" ma anche come una logica conseguenza evolutiva la notizia che il 9 giugno 2026 anche il mio sito Dreamontheroad chiuderà e sparirà. Mi sono domandata se valesse la pena ricrearlo ma la risposta è stata "No", non perché non abbia voglia di farlo, ma perché ha già compiuto il suo ciclo: ha fatto quello che doveva fare, e soprattutto mi ha insegnato a camminare portandomi più avanti.
In questi giorni ho riletto con attenzione i testi di allora. Ingenui, imperfetti, a volte sfrontati. Ma dentro c’è qualcosa che oggi riconosco subito: la mia voce che nasce.
Un invito alla navigazione consapevole
Visitare ancora Dreamontheroad in questi ultimi trenta giorni, per me non è solo un esercizio di nostalgia. È un modo per rimettere a fuoco un’epoca in cui la navigazione era scoperta e il rock’n’roll un dovere morale per restare vivi.
Per questo ho deciso di dedicare questa puntata di OnAIr a una breve retrospettiva: chi ero, come scrivevo, di chi scrivevo.
Perché navigare tra quelle pagine a bassa risoluzione oggi significa scegliere quali frammenti di umanità portare con noi nel futuro.
Vi invito quindi a seguirmi e unirvi al viaggio, se vi va.
Perché non solo "stiamo ancora passando" ma "siamo ancora pronti per altri giri".
🎧 Ascolta l’episodio dedicato su OnAIr: “Quando il web aveva voce”

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