Una Tappa tra le righe

Viaggio tra le parole con le parole – #intervista

#StorieTraLeRighe – Ho conosciuto Monica Tappa durante il mio percorso professionale come impiegata presso una casa editrice milanese. Condividevamo la stessa stanza, le scrivanie allineate sullo stesso asse orizzontale e, come amo dire, anche sullo stesso universo creativo.

Monica è sempre stata una donna determinata e tenace, entusiasta, dal carattere solare e giocoso. Da anni si è trasferita nel modenese, scrive per la Gazzetta di Modena e di Mantova e si occupa di libri dedicati ai ragazzi. Qualche anno fa ha dato vita al progetto Una Tappa tra le righe. Era il 19 marzo 2022 quando pensai di farle qualche domanda per questa intervista che vi invito a scoprire – con belle novità recenti incluse.

Una Tappa tra le righe è un viaggio tra le parole e con le parole, che spingono ad approfondire, ad andare oltre, a percorrere nuove strade. Un viaggio digitale, una e-zine alla scoperta delle novità letterarie dedicate ai più giovani: recensioni, anteprime, interviste, eventi e curiosità.

Ecco cosa ci ha raccontato la sua ideatrice e creatrice Monica Tappa, che ha accolto l’invito con entusiasmo per condividere il dietro le quinte e le novità del progetto.

RVS: Benvenuta Monica! Prima di tutto, raccontaci qualcosa di te.

Monica Tappa: Piacere, sono un sacco di cose e faccio confusione tra me e me, figurarsi a descrivermi agli altri, ma ci provo :) Sono giornalista professionista, mi occupo principalmente di infanzia e adolescenza. Leggo molto (da sempre) e in questi anni ho cercato di condividere le mie impressioni sulle novità editoriali rivolte ai giovani lettori e lettrici, anche ai riottosi alla lettura. Mi aiutano le competenze acquisite dal confronto costante con una vasta “comunità educante”: genitori, docenti, bibliotecari e naturalmente bambini e ragazzi.

RVS: “Una Tappa tra le righe” è il nome del tuo progetto. Di cosa si tratta, a chi è rivolto e come è nata questa idea?

Monica Tappa: Ho pensato di dare il mio piccolo contributo e di immaginare una rivista che parli a tutti di libri efficaci, intensi, belle storie nelle quali perdersi. Uscendo un po’ dalle etichette e dalle targettizzazioni.

RVS: Oltre a te, sono presenti dei collaboratori che si occuperanno dei contenuti o seguirai tutto autonomamente?

Monica Tappa: In questo momento è un progetto mio. Lo vedo crescere, formarsi pagina dopo pagina, mi entusiasma e sento forte la responsabilità di “metterci la voce e la faccia” nel proporre la mia personale selezione.

RVS: Anche se – come abbiamo premesso – questo progetto è appena nato, guardiamo avanti. Hai già un’idea di quella che potrà essere la sua direzione ed evoluzione?

Monica Tappa: Io l’ho immaginato come uno strumento da lasciare a disposizione in biblioteca, da consultare in classe o da offrire ai genitori. Mi piace pensare che possa diventare anche lettura “clandestina”, per scoprire titoli in autonomia da parte di giovanissimi lettori e lettrici.

RVS: Che cadenza avranno le pubblicazioni di “Una Tappa tra le righe” e cosa deve fare chi è interessato per leggere i contenuti?

Monica Tappa: Ho inviato il numero zero a tutti coloro che ne hanno fatto richiesta al mio indirizzo mail. Dal numero uno, invece, viene inviato ogni mese con abbonamento. È una scelta che lo rende un prodotto di nicchia, ma è un lavoro “sartoriale”, fatto su misura: molti contenuti esclusivi, frutto di giorni di letture, studio e formazione. Impossibile offrire tutto questo gratuitamente.

RVS: Secondo la tua esperienza, pensi che le attuali generazioni siano ancora affascinate dalla lettura tradizionale – cioè dai libri cartacei – oppure preferiscono le versioni digitali, gli ebook? E perché?

Monica Tappa
Monica Tappa
foto di Oriana Gazzotti

Monica Tappa: A penalizzare l’oggetto libro sono tanti fattori. Il più grave è che spesso la lettura viene proposta come obbligo, compito, valutazione. Oppure non vengono suggeriti i titoli giusti, fermandosi a vecchie liste.

Il libro è un oggetto che pulsa, vive e respira: può educare lo sguardo alla bellezza. Sta agli adulti proporre le storie giuste e ai ragazzi scovarle, sfidarsi, scoprirle. Negli ultimi anni la produzione per piccoli lettori è varia e di qualità, ma se non la si conosce e non la si propone, i giovanissimi si allontanano e preferiscono video, serie tv o giochi online.

Un altro problema è che le proposte editoriali tendono a edulcorare gli adolescenti. Il risultato è che molti scelgono manga o cercano domande e risposte altrove, su altri media.

RVS: Domanda finale, un piccolo rito porte-bonheur che propongo sempre: lo Specchio (nome del mio primo progetto-blog). A te cosa fa venire in mente?

Monica Tappa: Lo specchio per me è un portale che mi permette di andare oltre. Di vedere la mia parte in ombra e scoprire parti di me che sfuggono alla comprensione e all’immagine che ognuno ha di sé. È anche una prova del nove: guardarmi negli occhi allo specchio significa sentirmi integra, in tutti i sensi.

Grazie!

Spero che questo contenuto vi abbia portato a conoscere e scoprire tutte le interessanti novità di cui ci ha raccontato Monica in questo “dietro le quinte”.

Un paio di aggiornamenti: Una Tappa tra le righe è arrivata – proprio mentre leggete questo post – alla boa del ventesimo numero! Un traguardo importante che testimonia la crescita e la costanza del progetto.

Da parte mia, ringrazio Monica di cuore per aver accettato di sottoporsi al mio “interrogatorio” e le rinnovo un grande “in bocca al lupo” per questo bellissimo progetto, per tutto ciò che sta raccogliendo e per ciò che ancora verrà.

Altri percorsi di comunicazione da esplorare:

👉 La mia storia dietro al nome

👉 Il mio percorso professionale

👉 Chi comunica cosa è importante

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