Connessioni di Bellezza
#StoriediBellezza – Il libro di Luca Sommi
Mi ha ispirato un "mondo" musicale 🎶
La Bellezza – Istruzioni per l’uso è il titolo del secondo libro di Luca Sommi edito da Baldini+Castoldi. Un viaggio letterario, in 50 capitoli, dove si incontrano autori, pittori, poeti, protagonisti di romanzi, racconti, poesie, saggi e opere d’arte “e di altre cose meravigliose” come ci anticipa l’autore nelle righe introduttive. A questo ricco percorso che vi invito a scoprire, ho pensato di aggiungere un tocco di personale Bellezza: quella che trovo nella Musica, attraverso l’ascolto di canzoni di epoche tra loro diverse, scritte da artisti che hanno attraversato le barriere del tempo, rendendo i loro versi immortali. Del resto, il tempo cos’è se non una invenzione dell’uomo per frammentare ciò che l’Universo ritiene senza fine? Anche Sant’Agostino diceva: “Il tempo non esiste, è solo una dimensione dell’anima”. Ho quindi preso in prestito da autori e interpreti a me più affini nel panorama musicale italiano una manciata di canzoni, 5+1 per l’esattezza.
E quindi, tacabanda!
La prima bandierina la metto subito all’inizio, ossia al primo capitolo che si intitola “Poco ci serve. San Francesco”. Quella del Santo di Assisi è una figura a cui sono particolarmente legata, non solo perché rappresenta il Patrono d’Italia ma soprattutto perché ho amato e amo la storia di Francesco, uomo di famiglia benestante che a un certo punto del suo cammino si spoglia delle sue ricchezze materiali per vivere in umiltà e a contatto con le Bellezze del creato, e scrive il meraviglioso Cantico delle creature, uno dei testi poetici più antichi di tutta la letteratura italiana.
A questo primo incontro, non posso che associare un brano inserito nella colonna sonora di un film che di lui racconta e che vidi da ragazzina. Visione che contribuì a farmi appassionare alla vita di Francesco. Sto parlando di Fratello Sole, Sorella Luna di Franco Zeffirelli, liberamente ispirato alla vita e alle opere di Francesco, prima di tutto uomo prima di divenire Santo. La pellicola uscì nelle sale italiane nel 1972 e vinse il David di Donatello per la miglior regia.
Oltre alla Bellezza delle immagini che accompagnano la narrazione, penso che meriti di essere citata anche la colonna sonora che contiene brani strumentali firmati dal Maestro Riziero “Riz” Ortolani – celebre direttore d’orchestra e compositore di colonne sonore per cinema e tv – e tre canzoni scritte da padre Jean-Marie Benjamin: Preghiera semplice, Canzone di San Damiano (l’unica musicata da Donovan) e soprattutto l’omonima Fratello sole, sorella luna cantata da Claudio Baglioni, che ebbe un successo notevole. Quest’ultima è quella che maggiormente mi è rimasta nel cuore, anche se consiglio l’ascolto di tutti e tre i brani.
E veniamo a “Tutto si aggiusta. Lev Tolstoj”. Il tema del secondo capitolo mi ha dato l’occasione per fare un parallelo che spero non risulti troppo azzardato. Tuttavia, nella mia mente e soprattutto nel mio database musicale interiore, mi è ripassata la bellissima canzone di Lucio Dalla, dal titolo “Anna e Marco” contenuta nell’album “Lucio Dalla” del 1978. A me ricorda un acerbo amore, ma questa è un'altra storia. Entrambe le protagoniste (quella narrata nel libro e quella della canzone) si chiamano Anna e vivono una storia d’amore in contesti non semplici che spengono la brillantezza della luce nei loro occhi: “Anna come sono tante, Anna permalosa. Anna bello sguardo, sguardo che ogni giorno perde qualcosa”, ci racconta in musica l’autore del brano.
E proseguiamo questo percorso con il capitolo dal titolo “L’arte e la preghiera. Balthus”. Qui, l’associazione che mi è venuta in mente è quella con il brano “Monna Lisa” di Ivan Graziani presente nell’album “Pigro” del 1978, uno degli esempi di canzone rock italiana che prende ispirazione da un fatto realmente accaduto nella storia dell’arte. La canzone narra infatti del furto del quadro della Gioconda di Leonardo da Vinci, che avvenne nel mese di agosto del 1911. A tentare il colpo del secolo fu un operaio del Louvre, Vincenzo Peruggia, imbianchino e decoratore che lavorava alle dipendenze del museo parigino. Riuscì a eludere la sorveglianza del custode e nascose il dipinto sotto il suo cappotto per poi occultarlo, per molto tempo, in casa, nella sua cucina.
In realtà, pare che il suo intento fosse quello di voler restituire il maltolto alla sua patria di provenienza, cioè all’Italia. Ma di maltolto non si poteva parlare affatto, dal momento che il quadro venne venduto proprio da Leonardo da Vinci al re di Francia nel 1517. Il grave misfatto venne però scoperto, Peruggia fu arrestato e il quadro fece ritorno al museo del Louvre di Parigi, dove è tuttora possibile ammirarlo. Nella stesura del testo della canzone, Ivan Graziani si è concesso qualche libertà, inserendo elementi che in realtà non appartengono alla storia vera, come il falso particolare del custode colpito da una botta in testa. E se il tentativo alquanto azzardato e maldestro non è riuscito a dare l’immortalità terrena a Peruggia, il suo gesto è sicuramente rimasto immortale, come la canzone che Graziani ha scritto ispirandosi alla sua vicenda e che dice anche questo: “La scuola è una gran cosa / E soprattutto se ti insegnano ad amare / I capolavori del passato”.
E qui entrano in gioco anche le parole di Balthus contenute nel volume “Memorie” edito da Longanesi nel 2001, che Sommi cita e riporta nel capitolo a lui dedicato. Il pittore, tra i più importanti del secolo scorso, dice infatti: “Un quadro o una preghiera sono la stessa cosa: un’innocenza finalmente raggiunta, un tempo strappato al disastro del tempo che passa. Un’immortalità catturata”.
Passiamo a “Un genio come noi. Giuseppe Verdi”. Questo capitolo, come è facile intuire dal titolo, è dedicato al Compositore e Maestro di musica nato a Roncole di Busseto, in provincia di Parma, il 10 ottobre 1813. In ambito musicale italiano non si può non fare riferimento a una figura storica illustre come quella di Giuseppe Verdi. A lui non posso che associare naturalmente la sua musica. Questa occasione mi permette di ricordarne l’importanza e la Bellezza da riscoprire e soprattutto da riascoltare grazie al patrimonio musicale che ci ha lasciato in eredità questo gigante dell’Ottocento.
Anna Karenina, invece, la protagonista del romanzo di Tolstoj a cui Luca Sommi dedica il capitolo del suo libro, è una donna sposata con un ufficiale governativo Aleksèj Aleksàndrovič. Anna è infelice di quell’amore e ha una relazione clandestina con l’ufficiale dell’esercito Aleksej Kirillovic Vrònskij. Senza raccontare tutta la travagliata vicenda che è possibile approfondire con la lettura, sappiamo però che la storia di Anna Karenina ha un finale tragico e amaro. Ed è in un’altra dimensione che mi piace pensare che Anna possa essere felice e torni a reincontrare il suo perduto amante, proprio come nelle righe conclusive del testo di Anna e Marco che ci rivelano: “Qualcuno li ha visti tornare, tenendosi per mano”. In fondo è un po’ come dire che, in qualche modo e da qualche parte, tutto si aggiusta, appunto.
La ricerca della Bellezza è un viaggio affascinante che può aprire molte strade, arricchendosi di elementi e dettagli che possono essere colti tra le righe. Spesso basta solo una piccola scintilla ad accendere un grande fuoco capace di rischiarare molti momenti di buio. La Bellezza – Istruzioni per l’uso di Luca Sommi è a mio avviso un ottimo punto da cui partire e a cui tornare, pagina dopo pagina, per lasciarsi ispirare.
Salto a pagina 135 dove incontro “L’odore della campagna. Giovannino Guareschi” che per vicinanza territoriale con la zona in cui sono nata, mi ricorda una bellissima canzone di Paolo Conte: “La fisarmonica di Stradella” presente nell’album “Paolo Conte” del 1974. Il brano inizia descrivendo la caratteristica che maggiormente connota quella terra: “Cos'è la pianura padana / Dalle sei in avanti... / Una nebbia che sembra / Di essere dentro a un bicchiere / Di acqua e anice”. Un ritratto che ben si sposa con i panorami descritti anche da Guareschi, che raccontava la condizione umana di una civiltà contadina, gente che conduceva una vita semplice e umile e forse per certi versi più felice di quella contemporanea, ormai scomparsa da certe zone.
Tuttavia, quando mi capita di recarmi nel pavese, a volte mi pare ancora di respirare, specialmente in alcune giornate d’inverno, quel tipico odore di terra umida della Bassa Padana, che ben conosce chi vive nei pressi del grande fiume. Lo conosco e lo riconosco soprattutto perché, oltre ad essere nata a Broni (che poco dista da Stradella), per molti anni ho vissuto nelle terre non molto distanti da quelle raccontate negli scritti di Giovannino Guareschi. L’associazione musicale e letteraria, pertanto, non poteva che essere più azzeccata di questa.
E finiamo in Bellezza con “Le donne. Louis-Ferdinand Céline”. Per la scelta del brano da associare a questo capitolo finale del libro “La Bellezza – Istruzioni per l’uso”, non ho avuto dubbio alcuno pensando immediatamente a “Le passanti” di Fabrizio De André, che il cantautore genovese inserì nel suo album “Canzoni” del 1974. Il brano riprende il testo di “Les passantes” contenuto in “Fernande”, album di Georges Brassens del 1972, nato da una poesia pubblicata nel 1918 da Antoine Pol nella raccolta “Emotions poetiques”. Il testo musicato, in entrambe le lingue (italiano e francese), racconta di rimpianto, di occasioni perdute ed è dedicato a tutte le donne incontrate, pensate come amore o solo immaginate, incrociate lungo la propria strada anche solo per un istante, quelle che gli autori ci dicono di non essere “riusciti a trattenere”.
La dualità linguistica italiano e francese ben si presta ad accompagnare le parole che anche Louis-Ferdinand Céline dedica alle donne all’interno del suo romanzo “Viaggio al termine della notte” (Voyage au bout de la nuit) del 1932. Parole che tornano ad essere protagoniste nel capitolo finale del libro di Luca Sommi. Il romanzo di Céline, tra l'altro, ha anche ispirato il testo della canzone “Bardamù” di Vinicio Capossela, che apre l’ascolto del suo quinto album “Canzoni a manovella” uscito nel 2000. E con queste due, anzi tre associazioni in musica, chiudo il mio approfondimento, sperando di avervi regalato qualche spunto utile e, soprattutto, il desiderio di approfondire la lettura. Ringrazio Luca Sommi che, con il suo libro, mi ha ispirato questo piccolo mondo di connessioni musicali 🎼.
L’autore: Luca Sommi è autore, giornalista e critico. Si occupa di arte, letteratura e politica. Insegna “Linguaggi del giornalismo, televisione e nuovi media” all’Università degli Studi di Parma e tiene un corso sul racconto d’arte e letterario alla Scuola Holden di Torino. Ha scritto saggi e curato diverse mostre, tra queste la grande esposizione dedicata a Correggio nel 2008. Ha ideato e dirige la rivista culturale online ifioridelmale.it.
Come autore televisivo ha curato programmi per LA7 e Rai, tra questi Servizio Pubblico di Michele Santoro. Oggi è autore di diversi programmi per la piattaforma Loft e per Nove, canale nel quale conduce il talk-show Accordi&Disaccordi. Scrive di cultura e politica sul “Fatto Quotidiano”. La Bellezza – Istruzioni per l’uso, edito da Baldini+Castoldi, è il secondo libro che porta la sua firma.
Potete seguire Luca Sommi sui suoi canali social: YouTube, Facebook, Instagram.
Alla prossima!
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👉 Storie di donne dalle Donne: Femina, Stria e Maddalena : un percorso tra figure femminili e memoria.
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