"A" come Alda Merini
#StorieDiVitaAutentica: Alda Merini, la poetessa milanese dei Navigli, con la sua storia e i suoi versi è entrata nei libri, negli spettacoli teatrali e nella vita di moltissime persone. Raccontare una storia autentica equivale a rendere immortale la protagonista. Significa evocare ricordi, preziose sfumature, incroci e incontri, come quelli di cui scrivo oggi, quando mancano pochi giorni al giorno della sua nascita: il 21 marzo, il primo che ogni anno dà il benvenuto alla primavera.
Ecco le parole che Alda Merini scrisse in una poesia contenuta nella raccolta Vuoto d’amore, pubblicata da Einaudi nel 1991:
Per questo viaggio digitale celebrativo partiamo dai giorni recenti. Giovedì 14 marzo 2024 è andato in onda, in prima serata su Rai 1, il film “Folle d’amore – Alda Merini” diretto da Roberto Faenza, liberamente ispirato al libro di Vincenza Alfano “Perché ti ho perduto”, pubblicato nel 2021 da Giulio Perrone Editore.
L’attrice Laura Morante ha interpretato la poetessa milanese adulta, mentre Rosa Diletta Rossi e Sofia D’Elia hanno vestito i panni di Alda Merini giovane e adolescente. La narrazione filmica racconta, seppur parzialmente, tormenti, sofferenze e pene d’amore che hanno caratterizzato la vita della poetessa.
Lo share è stato del 16,5% (2.948.000 telespettatori). Un risultato non altissimo, forse anche per la concorrenza di altri programmi molto seguiti. Sui social i pareri sono stati diversi e contrapposti: non si tratta di un vero biopic, mancano elementi fondamentali per raccontare integralmente la vita di Alda Merini, a partire dal luogo delle riprese, ambientate a Torino invece che a Milano, nei Navigli.
Al di là di queste scelte, ciò che ha suscitato perplessità è la mancanza di particolari, nomi e voci di amici che hanno rappresentato un ruolo importante nella vita della poetessa. Personalmente non mi sento di condannare totalmente quanto ho visto: non lo definirei “brutto”. Non ho letto il libro da cui la storia trae ispirazione (e forse rimedierò), ma trovo che Laura Morante sia un’attrice carismatica e anche le due interpreti più giovani mi hanno affascinata. Nel complesso la visione mi ha tenuta incollata fino alla fine, pur trattandosi di una versione non completa della storia.
Passo ora a raccontare di altre occasioni che mi hanno permesso di avvicinarmi alla vita e alle opere di Alda Merini, come lo spettacolo teatrale che ebbi modo di vedere nel novembre 2017 al Menotti di Milano: “La pazza della porta accanto”.
La pièce, diretta da Alessandro Gassman con scenografia ideata insieme a Alessandro Chiti, nasce da un testo dello scrittore e giornalista Claudio Fava. Racconta la commovente storia d’amore tra Alda Merini e Pierre, un giovane paziente dell’ospedale psichiatrico Pini di Milano, dove la poetessa fu ricoverata a 36 anni. Un componimento che diventa anche manifesto di denuncia civile verso i trattamenti inumani subiti da molti prima della Legge Basaglia.
A indossare i suoi panni a teatro fu l’attrice Anna Foglietta, mentre il ruolo di Pierre venne interpretato da Liborio Natali. La colonna sonora, composta da Pivio e Aldo De Scalzi, include anche un estratto del brano dei The Cure “Close To Me”.
Nel corso dell’atto unico si alternano pathos e dialoghi dai toni alti, volutamente disturbanti, capaci di restituire al pubblico le sensazioni di un dramma autentico di vita. La bravissima Anna Foglietta emoziona e conquista con naturalezza. Ricordo i lunghi applausi della prima milanese del 2017: un delicato ed emozionante omaggio, capace di portare ogni spettatore dentro il mondo della poetessa.
La vita porta a fare incontri inaspettati ma ricchi di senso. Qualche anno fa, durante l’organizzazione di un evento che univa musica e poesia, ebbi modo di conoscere Ave Comin, membro del direttivo della Casa delle arti – Spazio Alda Merini e grande studiosa della poetessa dei Navigli. Nacque subito un’affinità e, durante i mesi del confinamento, mi invitò a partecipare a dirette streaming con ospiti illustri.
Tutto ebbe inizio dalla sua pagina social Viaggio nel mondo di Alda Merini. In questi spazi si trovano eventi, poesie lette con enfasi e immagini emblematiche. Molti ritratti di Alda Merini furono realizzati da Giuliano Grittini, fotografo e grande amico della poetessa, autore del libro L’anima della luce. Testimonianze.
Grittini fu il primo ospite della diretta “Sono nata il ventuno a Primavera”, insieme a Annarita Briganti, giornalista e scrittrice autrice di Alda Merini – L’Eroina del caos (Cairo Editore, 2019).
Il secondo appuntamento streaming coinvolse Aldo Colonnello, vicepresidente del Premio Nobel Alda Merini e autore del libro Alda Merini, la poetessa dei Navigli, e Giovanni Battista Mondini, scultore e appassionato d’arte. Entrambi amici del ristretto “cerchio magico” della poetessa, hanno raccontato incontri e preziosi aneddoti che mettono in luce la sua grande generosità.
Anche la diretta “Sono trent’anni che aspetto questa telefonata” fu una piacevole chiacchierata tra racconti e letture. Vi invito a riscoprirla sul mio canale YouTube cliccando qui.
Con questa foto scattata nel cortile esterno della Casa delle arti – Spazio Alda Merini a Milano, in un giorno di primavera, rivolgo un pensiero a colei che ha ispirato le parole di questo post.
Grazie Alda Merini, da “una piccola ape furibonda” che, come Lei e altre protagoniste di questo post, ha il nome che inizia con “A” e ama la poesia, leggere e scrivere. Le dedico virtualmente la rosa 🌹, fiore emblematico dell’amore e dell’affetto, tema ricorrente nei suoi versi poetici.
E grazie a voi che avete letto. Alla prossima!
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